Lobby legittime e pensieri distorti
24 AGO 20

Beh, volgendo lo sguardo al passato, si scorge che la “piemontesità”, così ben descritta dal Direttore, la si ritrova nella gestione dell’unità d’Italia, nella dinastia franco-piemontese che la promosse, nella sua Corte e nei governi che la condussero. Forse, tanto per fantasticare, se al posto dei Savoia ci fossero stari gli Asburgo-Lorena, le cose sarebbero andate diversamente. Cavour era sì piemontese, ma aveva vissuto a lungo a Parigi, che lo sgrezzò, con la levità libertina e liberatoria del gioco, dei debiti e delle donne, dalle arcignerie paludate, ipocrite, supponenti e moralistiche dei piemontesi dell’oggi. Visse, umanamente e politicamente, nella benefica zona grigia che lo portò, in punto di morte, a chiedere il prete e a gridare “Libera Chiesa in libero Stato”. Ma il “core” dell’animo di Zagrebelsky e compagnia consiste proprio nel rifiuto della zona grigia: la “vaghezza” dei confini tra bene e male. Loro sono il bene, senza sfumature. Anzi, rappresentano, sono, gli strumenti, necessari al suo manifestarsi e realizzarsi. Pietas!